La forza può essere definita come la capacità di vincere una resistenza o di opporvisi mediante un aumento della tensione muscolare.
In letteratura troviamo diversi sistemi di classificazione della forza a seconda che si tenga conto del tipo di contrazione, della curva forza-tempo, delle sue qualità, del peso corporeo dell’atleta o della disciplina praticata. Consideriamo la seguente classificazione in relazione alle qualità della forza (Buzzichelli, 2011):
“La forza non dovrebbe essere considerata il fine ultimo da raggiungere, ma piuttosto un’abilità da perfezionare attraverso diversi metodi e fasi di allenamento, al fine di ottenere il prodotto finale: la combinazione dei tipi specifici di forza richiesta dalla disciplina scelta.” (Tudor Bompa, Periodizzazione dell’allenamento sportivo).
Quale forza allenare quindi nella pallacanestro? Le qualità della forza specifiche per il basket sono la Potenza, con tutte le sue espressioni, e la Potenza Resistente. Alla base dello sviluppo della potenza però c’è il miglioramento dei livelli di Forza Massima, il cui allenamento diventa fondamentale per il giocatore di basket. “La potenza è una funzione della forza massima: per aumentarla si deve quindi incrementare tale forza” (Bompa). Scrive a tal proposito anche Buzzichelli: “Nel mondo della scienza della preparazione atletica si è affermato un trend: quello dell’allenamento con carichi che permettano la massima potenza meccanica. Sebbene gli studi ci dicano che c’è un adattamento specifico alla velocità di contrazione, di fatto il transfer (concetto più importante dell’inesistente “trasformazione”) sulla performance di metodiche diverse da quelle che si basano sulla massima potenza meccanica ci indica che questo principio non è così esclusivo. Questo è esplicabile dal fatto che con atleti con scarsa esperienza di allenamento con i pesi, le possibilità d’intervento per migliorare l’espressione veloce della forza sono multeplici. Ne consegue, perciò, che sultanto dopo che sia stato raggiunto un certo livello di forza massimale, ulteriori miglioramenti nell’espressione veloce della forza necessitino di allenamenti specifici. Viene quindi da chiedersi se la pratica di alcuni di utilizzare in modo quasi esclusivo la suddetta metodulogia sia la più efficiente e adeguata per quegli atleti nostrani che sultanto da pochi anni, e non sempre in modo continuativo e/o metodulogicamente corretto, hanno integrato l’allenamento sportivo con l’allenamento specifico per la forza con i pesi, e quindi abbiano dei livelli di forza massimale non ottimali per la pratica del proprio sport.
È per questo che dovrebbe essere privilegiato un approccio periodizzato del seguente tipo non sulo nel piano annuale, ma anche in forma pluriennale (per quanto e quando possibile):
Adattamento |
Strutturale |
Funzionale |
Funzionale |
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Metodica |
Ipertrofia1 |
Forza Massimale2 |
Potenza3 |
In un’ottica di periodizzazione della forza nel piano annuale o pluriennale per il giocatore, andrebbe quindi ricercato dapprima un miglioramento strutturale, attraverso un lavoro di Adattamento Anatomico e, se necessario, di Ipertrofia Funzionale, quindi uno sviluppo di un livello di Forza Massimale Ottimale per la pallacanestro e infine lo sviluppo della Potenza e Potenza Resistente.
Negli ultimi anni si è demonizzato il lavoro di Ipertrofia, sostenendo che fosse la causa di un “appesantimento” e di un “rallentamento” del giocatore, così come dell’inutilità di avere dei parametri di riferimento rispetto ai livelli di FM esprimibile in esercizi come lo Squat, lo Stacco e la Panca Piana. Vedremo in seguito come lavorare sull’Ipertrofia Funzionale (che non è quella del Body Builder) e come interpretare la necessità di parametri di riferimento dei livelli di forza massima ottimale.
La forza e le sue qualità
TO BE CONTINUED…
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